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日志


Odissea infinita

Non ho mai amato le ampie lodi post-mortem, che vengono effettuate dopo la scomparsa di un personaggio famoso. Il cosidetto "coccodrillo" costituisce infatti quasi sempre un modo per salire sul carro del fatto del momento, tanto per parlare di quella scomparsa di cui tutti parlano, ma contribuisce quasi sempre ad appiattire ed uguagliare un po' tutte le persone, che nel "dopo" vengono ricordate ed incensate da chi magari fino ad allora le aveva sostanzialmente ignorate.

In questo caso sento il dovere di fare un'eccezione perché in effetti la scoperta dei tuoi scritti e delle tue opere è avvenuta in età adulta, e quindi solo di recente ho capito ed apprezzato in pieno la tua opera. Sono sempre stato, sin da piccolo, un grande appassionato di fantascienza che ho sempre visto come un'appendice più seriosa, ma ugualmente affascinante, del "fantastico". La fantascienza comunque pur con quel suo alone di scientificità, di rigore e di rispetto delle leggi fisiche mi è sempre sembrata come un'ulteriore disciplina nella quale fare uso di quello splendido strumento di cui siamo dotati che è la fantasia.

Tuttavia l'approccio con quel film tanto famoso era stato per il me bambino alquanto ostico e difficile, e non ero riuscito a cogliere le tante implicazioni celate dietro la rappresentazione di primati alle prese con un monolite nero. Crescendo però e grazie ad internet che ha reso possibile trovare informazioni e spiegazioni su tutto lo scibile umano, ho cominciato ad essere illuminato e a capire le tante sfaccettature di un capolavoro assoluto. Qualche estate fa poi ho intravisto in libreria una raccolta con i tuoi quattro libri più famosi e non ho potuto fare a meno di acquistarla ed ho finalmente visto la luce...

Ho capito che tutto è iniziato da quel racconto, The Sentinel del 1948, che aveva ispirato e reso possibile l'incontro con Kubrick per la realizzazione di quell'assoluto capolavoro che è stato 2001: Odissea nello spazio. E proprio sviluppando l'idea che avevi già abbozzato in The Sentinel e lavorando a quattro mani con il famoso regista hai realizzato il libro che ha dato il via alla quadrilogia delle Odissee (2001: Odissea nello spazio, 2010: Odissea due, 2061: Odissea tre e 3001: Odissea finale) sviluppando alcune idee rivoluzionarie che sembravano il semplice parto della fervida mente di un grande scrittore ma che si sono poi rivelate come intuizioni di uno scienziato provetto (l'utilizzo dell'orbita geostazionaria della terra per i satelliti dedicati alle telecomunicazioni, il supercomputer HAL9000, la creazione della gravità artificiale nelle navicelle spaziali, ecc.).

Ciò che però più di tutto mi è rimasto dalla lettura dei tuoi romanzi è che l'assoluto rigore e la inflessibile attenzione per la verosimiglianza scientifica che pervade i tuoi romanzi non ti ha impedito di realizzare storie che mettono comunque al centro il sogno e l'affascinante mistero dell'universo, e delle infinite implicazioni che la nostra esistenza comporta in rapporto all'infinito che ci circonda. Mi sono quindi ritrovato, pagina dopo pagina, a sognare e a fantasticare sull'incontro con gli alieni e le altre forme di vita che potrebbero popolare l'universo, con la consapevolezza che potremmo verosimilmente essere l'evoluzione più recente di quei primati istruiti, nella preistoria, da forme di intelligenza superiore.

E anche se la tua avventura terrena è terminata il 19 marzo 2008 (proprio nel giorno del mio compleanno) il sogno e le sensazioni che traspaiono dalle tue opere rimarranno immutate a disposizione di generazioni e generazioni.

Grazie Arthur C. Clarke.