Altair 的个人资料Nel Paese delle Meravigl...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


Rinunce dolorose

Viviamo di illusioni, illusioni che molto spesso si materializzano e sono alimentate da noi stessi ma che, diverse altre volte, sono invece trasmesse e nutrite dagli altri.
Come quando ti dicono (e ti dici) che tutto sommato il lavoro che hai scelto avrà sì dei lati negativi, ma ti consente anche di prenderti in relativa autonomia e libertà i tuoi spazi, le tue libertà, le tue vacanze.
E tu (io) ci credi e ti ci convinci.

Illusioni.

Ricordo ancora l’entusiasmo quando il viaggio aveva preso forma e programma. Sembrava sì un sogno, ma è come se ogni volta l’obiettivo della mia immaginazione riuscisse a meglio metterlo a fuoco rendendolo sempre più reale e visibile, eliminando i contorni di nebbia e sfuocatura.

Questa volta (molto più di altre volte) la gioia e la bellezza non erano tanto nella meta (e pure ho sempre desiderato di vedere e visitare il Giappone) ma soprattutto nella compagnia, nelle persone con le quali condividere questa esperienza e le emozioni che di conseguenza ognuno di noi avrebbe vissuto. Il bello non era tanto nell’andare in Giappone ma andarci con loro e andarci ora, nel momento in cui siamo ora.

Illusioni.

Ma mentre il sogno veniva sempre più messo a fuoco diventando reale e vicino, gli impegni di lavoro si sono aggiunti, sovrapposti, messi di traverso. Difficile spostarli, impossibile diradare gli inevitabili sensi di colpa contro cui combattere l’ennesima battaglia ben sapendo che parti già battuto, ben sapendo che sarà un’ennesima sconfitta. E il sogno, che sembrava così a portata di mano, torna a farsi lontano, distante e dai contorni incerti.

Ci sarà un’altra volta mi ripeto stancamente, senza esserne convinto realmente, Perché non ci potrà mai essere un’altra *questa* volta. L’attimo, il momento, è per sua stessa definizione ora, temporaneo, unico e irripetibile. Non ci sarà un’altra volta perché noi non saremo gli stessi di ora, e tutto sarà diverso. E l’occasione lasciata sarà, per me, inevitabilmente e totalmente perduta.

Illusioni.

Rimane ancora quel retro gusto amaro di vivere frangenti nei quali si è spettatori della propria vita, e non protagonisti. E non sai se quella parte profonda di te stesso che, come il Piccolo Principe, ha la capacità di vedere “il boa che ha ingoiato l’elefante” saprà superare l’ennesima mortificazione.

Ogni lasciato è perso.

Per sempre.

Gemme preziose

In questi tumultuosi tempi moderni capita sempre più spesso di accorgerci di come la gente sia affetta da una sorta di morbo dell'agitazione, nel senso che la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta concepisce la vita come un programma continuo, senza soste o fermate, senza pause di riflessione.

Le domande dominanti sono:

- "Cosa si fa ora"?
- "Dove si va"?
- "Fermo non ci posso stare, andiamo da qualche parte?"
- ecc.

Invece per il mio io più profondo mi piace molto concedermi dei momenti di calma, di riflessione, e la piacevolezza del tempo libero non è fatta tanto da quello che si fa, ma da con chi si passa il tempo e quindi dalla qualità dello stesso.
Non è facile trovare però qualcuno con cui avere una simile sintonia, non sentire mai la fatica del tempo trascorso insieme, non sentire mai il disagio di dover inventare chissà quale programma, essere invece completamente a tuo agio nel poter parlare di tutto, rendersi conto che ogni conversazione è un arricchimento che incrementa il bagaglio delle proprie conoscenze e delle proprie abilità nell'affrontare la vita, non accorgersi del tempo che passa, non sentire la stanchezza, condividere passioni comuni, acquisire nuovi interessi tale è il piacere di sentire l'altro raccontare...

Si può stare alzati fino alle 4.00 a parlare e non essere stanchi?
Si può essere costretti a farsi forza e porre termine alla conversazione solo per non abusare della gentilezza altrui?
Si può provare una tale sintonia, interessi comuni ed avere un piacere assoluto nel sentire il modo altrui di vedere la vita, di trascorrere il proprio tempo libero?
Si può pensare di poter andare avanti all'infinito senza dover staccare augurandosi che il sabato notte non finisca mai?

Si può.

Esiste una persona capace di regalarti queste gemme preziose di momenti di piacere assoluto passati insieme?

Esiste.

Io l'ho trovata, e non da ieri.

Grazie. Grazie per (molto banalmente) essere come sei.

Yes, I can

Lo so, il 4 novembre si avvicina, ma il titolo di questo post non vuole essere una intromissione sulle prossime elezioni presidenziali U.S.A. (anche se mi auguro che si avveri la previsione della serie tv 24). No, invece niente di tutto ciò.

Nella complessa e movimentata vita odierna ognuno di noi ha la necessità di possedere diversi strumenti cognitivi ed interpretativi della realtà che lo circonda. A parte quegli elementi di cultura generale che la scuola dovrebbe darci, tra le cognizioni che è indispensabile saper padroneggiare vi sono sicuramente il computer e internet (e fin qui nessun problema, visto che il loro utilizzo è per me "moltissimamente" piacevole, ed altrettanto lo è stato imparare ad utilizzarli come si deve).

Oltre a questo, però, l'odierno uomo (meglio, diciamo RAGAZZO) globalizzato deve sapere adeguatamente padroneggiare una lingua internazionale, in particolare la lingua di comunicazione internazionale per eccellenza...

Ora, le mie conoscenze dell'idioma della terra di Albione sono quelle molto basilari imparate nel corso degli studi aggiungendo un po' di passione e buona volontà nel campo della tecnologia che mi ha portato ad imparare nuovi termini e modi di dire.
Ma questo non mi soddisfa e non lo ritengo minimamente sufficiente per cui ho deciso di porre rimedio seriamente per cercare di raggiungere quell'obiettivo che ho sempre sognato: pensare direttamente in inglese, senza passare per la mentale traduzione dall'italiano all'inglese.

Mi sono iscritto ad una scuola di Inglese, dove il lunedì e il mercoledì dalle 20.00 alle 21.30 torno a cimentarmi tra present simple e continuous, tra book on the table e listen to music!

L'aspetto negativo sarà che per fare esercizio dovrò sottopormi a stressanti seduti di visioni di noiose serie tv americane in lingua originale! Che fatica la vita! Linguaccia

Alta e bassa marea

Il lavoro nel settore amministrativo/contabile è caratterizzato per una prevalente operatività per obiettivo. Questo significa che il concetto di tempo di lavoro è vago e variabile, nel senso che in determinati momenti dell'anno (che sono sempre più numerosi e ahimé frequenti) vi sono varie incombenze da completare e da terminare, a prescindere dalle otto ore di orario di lavoro canonico e quotidiano.

In questi momenti mi ritrovo sommerso di pensieri sul da farsi e sul come riuscire a farlo in tempo, il C.d.R. (coefficiente di riempimento di fogli di carta della scrivania) tende ad aumentare vertiginosamente e il tempo libero cala all'inverosimile.

In questi periodi è come se un'ondata di alta marea mi sommergesse, togliendo spazio e fiato a tutto il resto.

Poi, per fortuna, la marea si ritira, e la bassa marea appare d'improvviso. Ed è proprio in uno di questi momenti di bassa marea che mi è venuto in mente il Mont Saint-Michel, quel magnifico isolotto posto nella Francia settentrionale caratterizzato da fenomeni molto evidenti di marea tali che la strada per raggiungerlo dalla terra ferma è percorribile solo nei momenti di bassa marea; con l'alta marea diventa un'isola a tutti gli effetti...

 

 

Quando l'acqua si ritira è anche inevitabile scoprire tutto ciò che la marea ha lasciato sulla terra ferma che, nel caso specifico, sono gli errori, le dimenticanze e le inesattezze.
Mi devo sbrigare. Manca poco tempo. L'ondata di alta marea non tarderà ad arrivare sommergendo e rendendo impraticabile la strada di collegamento con la terra ferma...

Sposta di qua, sposta di là

Sono da sempre, fin dalla giovanissima età, un grande amante di cartoni animati e di animazione più in generale, passione che mi dura tuttora senza incertezze e ripensamenti. In questa passione sono inoltre universale, nel senso che ho un debole per tutto ciò che viene dall'estremo oriente ma con notevole apprezzamento per la produzione occidentale e Disneyana. D'altra parte tutto ciò è ancora di più dimostrato dal titolo del mio blog, un chiaro omaggio al film della Disney "Alice nel paese delle meraviglie".

In questi giorni di calura estiva mi è venuto spontaneo ripensare proprio ad un altro film della grande casa di animazione americana, La spada nella roccia, e in particolare alle peripezie magiche del mago Merlino.
Abbiamo infatti avuto la bella pensata di imbiancare tutta casa (questo peraltro diversi mesi fa) e ci siamo dovuti attenere alle disponibilità dell'artigiano che viene a darci una mano ad eseguire il lavoro che, naturalmente, è proprio il caso di dire si è magicamente liberato solo in questi giorni.

Il difficile e faticoso sta nel fatto che pur se si deve reimbiancare un quartiere di dimensioni normali, occorre vuotare velocemente le varie stanze, spostando mobili, raccogliendo suppellettili e cianfrusaglie varie. In questa fase viene fuori di tutto e le stanze che fino a poco prima apparivano normalmente occupate sembrano tirar fuori dal nulla oggetti da togliere e non si finisce mai...

Proprio in questo momento di estrema disperazione ;-) mi è venuto in mente il Mago Merlino che dovendo lasciare la torre del castello dove era alloggiato, con un semplice incantesimo fa sì che tutti suoi oggetti si animino e vadano da soli apposto in valigia. Io, intanto, provo con il mettermi il cappello da mago recitando...

Il silenzio dell'innocente

Molte volte mi è capitato di riflettere su come sia condizionato nella mia passione per il computer e internet da una vera e propria dipendenza visto che una parte consistente del (poco) tempo libero a disposizione mi piace passarlo davanti allo schermo. E allora molto spesso mi interrogo su cosa accadrebbe se non potessi connettermi per un lungo periodo, se dovessi per cause di forza maggiore rimanere lontano dalla rete.
 
Detto fatto l'occasione è capitata (involontariamente) causa il cambio di provider. Infatti il passaggio a Tiscali ha comportato un congruo tempo di disconnessione in attesa che nella centrale telefonica provvedessero a ripristinare la mia linea adsl. Per non avere problemi mi ero premunito di attendere la disconnessione del vecchio provider e quindi ho dovuto subire un lungo oscuramento comunicativo. Quale è stata la risposta alla domanda che mi facevo all'inizio?
 
"TERRIBILE!"
 
Sarò dipendente, non saprò liberarmi dal pc, ma è pur vero che oggi i contatti con molte persone amiche, con il mondo circostante, avviene tramite la grande rete. Tra l'altro non ho avuto la possibilità di aggiornare per niente il blog.
Mi direte: "Ma non potevi farlo dall'ufficio?"
 
La verità è che lì non mi viene bene, perché è alla sera, dopo cena, che mi viene naturale aggiornare il mio diario virtuale. E arrivare alla sera e vedere il pc attaccato al proprio cordone ombelicale telefonico muto e silente mi ha provocato grandi dispiaceri.
 
Ma ora tutto è finito e a sancire questa nuova ripartenza il blog si è vestito di un colore più estivo. Per cui:
 
"RIMANIAMO CONNESSI!"

Persone speciali

Ci sono persone che non appena le incontri o ci parli ti mettono subito allegria. Vuoi per la loro simpatia, vuoi perché sanno essere divertenti e mai noiose, vuoi per il tono di voce mai stucchevole e ripetitivo, fatto sta che ci sono pochi individui il cui solo contatto mi rallegra, se le sento al telefono sono contento e più in generale sanno tirare fuori la mia parte più spensierata. In pratica in qualunque momento, ora, giorno, le incontri o le senti, qualunque sia il tuo stato d'animo, hanno il potere magico di farti sorridere e renderti migliore.
 
Penso sempre che quanto da me provato sia talmente contagioso che queste persone riescano veramente ad avere effetti benefici anche verso gli altri, spandendo buon umore e simpatia. Bene una di queste persone, anzi LA PERSONA per eccellenza dotata delle caratteristiche suddette, nella giornata odierna di tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti tanti
 
ma proprio taaaaaaanti
 
anni fa è venuta al mondo, e da quel giorno il globo terrestre (quantomeno quello che ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo) è stato necessariamente migliore.
 
Per cui TANTI AUGURONI ALESSIO e grazie per l'insostituibile appoggio con il quale ci fai essere migliori.
 
P.S. Beh, cosa ci fate ancora qui? Correte subito a fargli tani auguri andando a trovarlo qui!

Spuntino di mezza notte

A corollario e conclusione della mia triste e nefasta influenza "maggiolina" (poi giuro non vi stresso più), mi rimane solo da evidenziare che ad oggi sto meglio e sono sostanzialmente guarito. Mi manca solo di inforcare di nuovo la mia amata mountain bike, ma per il resto la maggior parte delle attività quotidiane (leggi lavoro) sono riprese a pieno ritmo.

Devo però dire, in tutta onestà, che non ne sono uscito da solo, con l'aiuto delle mie forze e basta. C'è voluto l'amico "antibiotico", un supereroe sotto forma di pillolona bianca con le lettere stampate sul petto a ridarmi il vigore perduto. Ora penso che tutti sappiate che la posologia del farmaco in questione (parolone per dire semplicemente quando, dove, come e quanto va presa la medicina :-))) prevede che occorra ingoiare i pasticconi a distanza di 12 ore l'una dall'altra e mai a stomaco vuoto.

Da bravo e coscienzioso bambino ho deciso di attenermi scrupolosamente a quanto detto dal medico e al fatto delle 12 ore. Siccome la prima dose l'ho presa alle 14,30 giusto dopo pranzo, capirete che per rispettare la tabella prescritta dal Dottor. Purgone mi tocca:

a) mettere la sveglia alle ore 2,30 di tutte le sante notti;

b) svegliarmi alle ore 2,30 di tutte le sante notti;

c) mangiare un biscotto o qualcos'altro versando in uno stato comatoso per essermi appena svegliato alle ore 2,30 (e quindi proprio nel momento in cui morfeo comincia a dispiegare i suoi effetti benefici sull'organismo) di tutte le sante notti;

d) ingerire l'amico antibiotico e cercare di riprendere sonno di tutte le sante notti.

Sarà solo una mezz'ora di interruzione ma poi la mattina arriva sempre troppo presto...

Termometro amico?

Giovedì 22 maggio 2008, tardo pomeriggio. I segnali erano inequivocabili. Primi brividi casuali lungo tutto il corpo, saltuari, ma ogni volta localizzati in un punto diverso. Inizio di cerchio alla testa. Dolorini qua e là e un generale crescente senso di spossatezza. Il ritorno a casa conferma i timori, è arrivata la febbre, e alta.

Passata la nottata il venerdì mattina, all'ora solita della sveglia, la mia nuova compagna è ancora presente e allora decido che sia meglio restare in casa. Il pensiero va allora di corsa ai periodi di scuola, durante i quali l'arrivo di un'influenza o di una febbrata improvvisa mi provocavano, al mattino, sempre un certo senso di gioia, visto che non si andava a scuola e si poteva rimanere in casa a giocare...

Oggi invece sento una sensazione diversa. Da una parte il me bambino si riaffaccia dal guscio e cerca di spandermi un po' di contentezza per il fatto che non si va a lavorare, dall'altro il me cosciente sa benissimo che c'è poco da rallegrarsi, visto che tanto non andare al lavoro significa che quello che avevo da fare me lo ritrovo da sbrigare i giorni successivi assommato alle nuove scadenze. Pertanto c'è poco da essere euforici.

Il pomeriggio infatti mi riaffaccio al lavoro, ma alla sera la febbre torna presente. Forte infiammazione alla gola, sentenzierà il giorno dopo il medico.

La fine della storia è che sabato e domenica li ho trascorsi chiuso in casa ad aspettare che il tutto passi. Ora penso a domani mattina. Ma domani mattina è lunedì? Allora si va a scuola... Cosa dice il termometro? 36,9? Quasi quasi vado a dargli una scaldatina per far salire la temperatura e saltare la scuola...

Fuso legale e primavera nefasta

Dopo il post "pesce" per il primo di aprile torno ad aggiornare il blog in un periodo che, come consuetudine per me, costituisce sempre un momento critico e difficile.

Da una parte il cambio di ora (da solare in legale) mi scombussola sempre il bioritmo, come se il mio organismo si mantenesse sincronizzato con il sole e non ne volesse sapere di traslare (anche se solo per un'ora) la giornata. Mi sento come quei personaggi famosi che passano il tempo girando per il mondo e devono adattarsi ai diversi fusi orari, con la sola differenza che il cambio di una sola ora dovrebbe assorbirsi alquanto velocemente. Invece se la mattina riesco a limitare i danni alzandomi alla solita ora senza bisogno di sveglie dolci ed efficaci quali la famosa secchiata di acqua gelata sul viso è la sera che gli effetti dell'ora legale si fanno sentire prepotentemente, e mi ritrovo a ore alquanto normali ad essere assonnato e in difficoltà. E poiché dopo una faticosa giornata di lavoro è alla sera che posso dedicarmi, tra l'altro, all'aggiornamento del blog, il fatto di essere poco lucido e presente ha prodotto questo lungo periodo di "silenzio" di aprile.

D'altra parte a differenza di qualcun altro non posso certo utilizzare le ore di lavoro per girovagare e aggiornare il blog...

 

Michele blog.jpg

Alessio blog.jpg

All'effetto "fuso legale" si aggiunge poi l'inizio della primavera che se da una parte contribuisce ad innalzare l'umore per il tempo che volge al bello, le giornate più lunghe e il risveglio della natura, dall'altra sento più facilmente stanchezza e pesantezza.

In più ieri sera sono andato a letto con la febbre e mi sono risvegliato nella medesima condizione. Come inizio della bella stagione non c'è male...

Guardando il cielo

Stanotte la luna è splendida, talmente luminosa che l'obiettivo della macchina fotografica non riesce minimamente a contenerne la lucentezza.

Luna piena 

Non posso fare a meno di assistere ammirato mentre in sottofondo ascolto:

"Fly me to the moon,
And let me play among the stars.
Let me see what spring is like on Jupiter and Mars.
In other words, hold my hand!
In other words, darling, kiss me.

Fill my heart with song,
and let me sing forever more.
You are all I long for, all I worship and adore.
In other words, please be true!
In other words, I love you!"

Diario delle feste

Torno ad aggiornare il blog dopo una prolungata (e colpevole assenza) promettendo di non lasciarvi così a lungo in balia della poco piacevole compagnia della presenza della mia assenza. E come primo contributo scritto del 2008 non posso fare a meno di fare qualche osservazione sulle feste nataizie passate che da sempre costituiscono, per me, il periodo caratterizzato per eccellenza da sentimenti contrastanti e in conflitto tra di loro.

Il periodo natalizio mi provoca generalmente grande gioia ed allegria. Sicuramente l'eterno fanciullo che è in me contribuisce a creare queso stato di felicità in quanto è come se le sensazioni che provavo da piccolo si riproponessero di anno in anno con immutata forza, facendomi assaporare una atmosfera particolare e gaudente... ma pur essendo in quei giorni di base allegro e felice non posso fare a meno di chiedermi cos'è che mi provochi tanta gioia, dal momento che le sensazioni che provavo da bambino non possono ripresentarsi nella medesima maniera.

L'atmosfera è magica e io ne sono avvolto e inebriato. Sono felice perché le vacanze natalizie sono alle porte. Sono felice perché sono i giorni dei regali. Sono felice perché nel periodo delle feste tutti sono più buoni. Sono felice perché c'è più tempo per stare con i propri amici e i propri cari. Sono felice perché la città viene adobbata a festa e anche la propria casa diventa allegra e colorata come un pacco regalo. Poi, magari, non posso fare a meno di osservare che questa felicità è alquanto paradossale perché:

  • le vacanze natalizie sono un lontano ricordo dal momento che non avendo più 14 anni di solito lavoro fino alla vigilia del giorno di festa...
  • i regali si trasformano in una corsa ad ostacoli/maratona incubo visto che non parto mai per tempo e l'ultimo giorno utile si caratterizza sempre per la forsennata ricerca delle ultime cose che di conseguenza non sono mai particolarmente originai e fantasiose...
  • il genere umano (probabilmente dopo che ognuno ha "vissuto" sulla propria pelle i due punti precedenti) diventa insopportabile e teso come una corda di violina, per cui la magica storiella del "volemmose bbene siamo tutti più bboni" finisce schiacciato e sovrastata da persone urlanti, spintonanti ed attaccatte al clacson della loro quattroruote incuranti di pedoni e altri automobilisti...
  • visto che tutto il tempo lo passo a districarmi tra i punti precedenti non rimane tempo da passare con gli amici più cari...

ma tutto ciò, alla fine, mi provoca solo sorrisi e alzate di spalle senza rovinare la gioia del Natale e del Capodanno.

Poi però piombano anche i tristi pensieri che mi fanno precipitare in un'atmosfera cupa e lugubre stile Nightmare Before Christmas. Le feste di fine anno sono il momento dei rendiconti e dei bilanci (e non puoi scaricare la colpa sull'amico che avendo compilato le chiusure contabili in ritardo ti ha reso così amara la compilazione del bilancio stesso...). Faccio i conti con i progetti e gli impegni di vita che avevo fatto ad inizio dell'anno precedente verificando con tristezza i risultati non raggiunti e gli impegni non rispettati. Il tempo passa inesorabile, sento rintoccare il grande orologio a pendolo della vita, e mi rimane un anno di tempo in meno per realizzare ciò che mi preme. E mi rattrista constatare come spesso non ho realizzato i progetti per mie mancanze...

Non è che durante l'anno manchi completamente una verifica di quello che sto facendo o realizzando ma spesso mi capita di essere trasportato, inebriato, dal tram tram giornaliero e di rimandare alla settimana successiva la realizzazione degli obiettivi di vita personale. Ma a Natale no, l'anno finisce, e anche se inevitabilmente si entra in quello successivo, mi rimane l'amara constatazione delle cose non fatte.

In più si aggiunge uno stato di totale amarezza che mi si scatena il giorno successivo a quello festivo, tanto più lancinante quanto più è stata bella e piacevole la giornata passata. Comincio a pensare che quella bella giornata non si ripeterà più, che sono solo, che l'anno successivo lo sarò ancora di più, che non avrò amici con cui trascorrere i giorni di festa perché l'anno prossimo saranno tutti impegnati e affaccendati nelle loro cose, e quindi la frenesia nel voler rivivere subito quella bella giornata si accompagna con la triste convinzione che invece non si ripeterà più.

Poi, tutto d'un tratto, la neve e gli addobbi spariscono, tutto torna all'usuale quotidiano, e la vita di tutti i giorni, in salsa 2008, mi stordisce e rapisce facendomi dimenticare le malinconie. Ma, mentre intono la SKELETON DANCE, nel più profondo del mio io incosciente, so già che i miei tanti piccoli fallimenti sono lì in agguato, pronti a riassalirmi al prossimo giro di feste. E Pasqua è alle porte...